Nel giorno del trentesimo anniversario della morte, l'aula del Senato è diventata, per una volta, palcoscenico di uno spettacolo degno di questo nome, in ricordo di Eduardo, nominato senatore a vita nel 1982 dal presidente Sandro Pertini per i suoi meriti in campo artistico e letterario. Entrato a far parte del gruppo della Sinistra Indipendente, si spese in particolare in favore del recupero dei giovani detenuti nei carceri minorili.
Suo figlio Luca ha guidato i presenti nell'aula e coloro che hanno potuto seguire la diretta televisiva, in un percorso a tappe nell'opera di Eduardo, spaziando tra commedie, poesie, riflessioni ed impegno civile. A dare voce alle sue "parole chiare" sono stati nomi importanti della scena italiana. La cerimonia si è aperta con un brano tratto dal poemetto Padre Cicogna, musicato da Nicola Piovani, ed è quindi proseguita con ricordi, testimonianze, omaggi.
Un documentario di Francesco Saponaro scritto con Antonella Ottai e Paola Quarenghi su Eduardo fuori scena, dall’acquisto del Teatro San Ferdinando e dalla sua apertura nella Napoli dell’immediato dopoguerra, all’impegno a favore dei ragazzi in carcere fino alla nomina a Senatore della Repubblica, la testimonianza a tutto campo di un uomo del Novecento che ha portato il teatro nel mondo e il mondo a teatro. Con materiali inediti e contributi di Luca De Filippo, Francesco Rosi, Raffaele La Capria
Questo documento di grande valore vuol essere un omaggio ad uno dei maggiori artisti italiani di tutti i tempi. Include spezzoni tratti da commedie teatrali e film, interviste nelle quali emerge sempre, il grande amore che Eduardo aveva per il teatro e per ogni rappresentazione. Un contributo di Rai 5 davvero commovente e bellissimo
Eduardo De Filippo scrive nel 1969 il poemetto Padre Cicogna conclude una sorta di trilogia intitolata a tre strampalati personaggi, di cui i primi due erano nati alla fine degli anni quaranta: Vincenzo De Pretore, il clown Baccalà e Padre Cicogna, prete spretato che promette di allestire le figure di un presepe ideale con le creature nate dopo la sua rinuncia ai voti. Padre Cicogna riuscirà a sciogliere il patto indissolubile che lo lega alla chiesa, ma a che prezzo! Al momento di lasciare l’abito sacerdotale, per cercare di scongiurare la maledizione divina che hanno evocato su di lui le gerarchie ecclesiastiche a cui si è rivolto in cerca d’aiuto, fa un voto: promette di mettere al mondo, con la donna che ama, tre bambini maschi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, che ogni anno, a Natale, vestiti da Re Magi, renderanno omaggio al Salvatore cantando «Tu scendi dalle stelle». (A cura di Antonella Ottai e Paola Quarenghi).
La musica. L’idea, il desiderio di mettere in musica “Padre Cicogna” risale a più di venti anni fa, praticamente alla prima volta che l’ho letto, rimanendone profondamente sedotto. E ora sono molto grato al Teatro di San Carlo, al Teatro Stabile di Napoli, al Comune di Napoli e a tutti quelli che collaborano a questa iniziativa, che mi danno la possibilità di far vedere luce a questo impegnativo progetto. Provare a musicare un poema di Eduardo comporta, come s’immagina, una forte responsabilità e anche – fatemelo dire - un po’ di paura. Ho scritto melodie, temi e ritmi fra i versi di Padre Cicogna con l’attenzione chirurgica che avrei nel danzare in una sala piena di cristalleria preziosa, con il continuo timore di fare un passo falso e rompere un bicchiere.
La voce recitante narra la storia “Padre Cicogna”. Quattro voci cantanti – due maschili e due femminili – contrappunteranno gli accadimenti con versi della tradizione popolare natalizia napoletana, versi della antica liturgia in latino e versi dello stesso Eduardo. Intervengono come un piccolo coro che dà voce al quartiere dove va ad abitare Cicogna, alias Emanuele. Accompagnerà, scandirà e commenterà il racconto, un’orchestra di carattere parzialmente sinfonico e parzialmente – diciamo così – etnico, pop... Non mi viene un aggettivo migliore: per intenderci chitarra, mandolino, batteria, flauto dolce, più o meno. Di più non so dirvi, perché l’opera è ancora in fase di scrittura, con tutte le possibilità di correzione di rotta che ciò comporta.
Ringrazio Luca De Filippo per avermi dato la fiducia e l’incoraggiamento ad affrontare “Padre Cicogna”, consentendomi di metterci mano, cuore e, soprattutto matita e pentagrammi. (Nicola Piovani)
Lo spettacolo ha debuttato a Napoli, al Teatro San Ferdinando il 20 dicembre 2009 per il 25esino anniversario della scomparsa di Eduardo