SEGRETI POP - Collezione DVD Mia Vecchia TV

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SEGRETI POP
(4 DVD)



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Segreti Pop: La Musica Copiata



Nella Canzone di Orfeo, capolavoro del samba brasiliano, si nasconde una melodia composta da Pietro Mascagni; nei musical più famosi del mondo, da Cats a Il Fantasma dell’Opera, si percepiscono chiaramente arie di Giacomo Puccini e addirittura una vecchia sigla di Fantastico, leggendario show della Rai-Tv; così come nelle più celebri canzoni dei Beatles si avverte l’influenza indelebile dei classici della canzone napoletana. Insomma, la musica pop di tutto il mondo nasce dalle arie del melodramma italiano e del repertorio partenopeo. Musicisti e giuristi illustrano l’inevitabilità delle  somiglianze e i retroscena delle innumerevoli cause di plagio in un settore – quello delle canzone leggera –  in cui le combinazioni melodico-armoniche sono da tempo terminate. S’intitola “Segreti Pop, La Musica Copiata” il programma di Michele Bovi.




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Segreti Pop : La Musica Spiata




Storie di cantanti e malavitosi che si intrecciano, a dimostrazione di quanto la musica e i suoi interpreti abbiano sempre esercitato un formidabile fascino sui criminali e di come l’industria delle armi abbia sorprendentemente spesso viaggiato in parallelo con quella discografica. Come le musicassette di Mina, ritrovate nel covo del capo mafioso Bernardo Provenzano, i dischi di Lucio Battisti nei nascondigli delle Brigate Rosse e i boss di Cosa Nostra, impegnati nel duplice tentativo di condizionare il Festival di Sanremo e di imporre sul mercato statunitense le voci di artisti italiani. Da Mina (bersaglio prediletto delle cosche italo-americane) a Maria Scicolone, da Dori Ghezzi a Franco Califano, da Tony Renis a Fausto Leali, da Massimo Ranieri a Pupo. Si raccoglieranno le testimonianze di cantanti, musicisti, addetti ai lavori di epoche diverse.




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Segreti Pop : la Musica Vietata




Questa puntata di Segreti Pop raccoglie le testimonianze di cantanti, musicisti, funzionari Rai, addetti ai lavori della ex Commissione Ascolti. La Rai delle censure: Jula De Palma e Miranda Martino oscurate perché troppo sexy? Katyna Ranieri esiliata perché condannata per bigamia? Giorgio Gaber zittito perché antimilitarista? Herbert Pagani epurato per la sua Albergo a ore? Claudio Baglioni e Riccardo Cocciante costretti a modificare il testo dei loro brani più celebri per passare in video? Tutte balle. La TV pubblica apre i suoi archivi e smentisce anni di luoghi comuni e leggende metrotelevisive sulla proverbialmente oscurantista attività della famigerata Commissione Ascolti che operò fino al 1975, anno della riforma della radiotelevisione di Stato. Eppure la sorveglianza c’era ed era innegabilmente perentoria. Lo dimostrano le schede con i giudizi negativi su Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Mia Martini; i dischi con i solchi graffiati per rendere intrasmissibili canzoni e artisti reputati non in sintonia con il concetto e i modelli di “Buona Musica”; i resoconti delle discussioni dei commissari su ciascun brano ritenuto sulla linea di confine di buongusto e buonsenso; le canzoni sfumate: ovvero le tecniche per proporre in tv un refrain famoso depurandolo però della parte considerata equivoca. Ma chi era l’autentico animatore della censura? Il dirigente o il funzionario Rai, i componenti della Commissione Ascolti o più semplicemente il pubblico dei telespettatori?




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Segreti Pop : La Musicarmata





Il più sanguinario dei boss di Cosa Nostra, già presidente dell’Anonima Assassini, fu supporter dell’etichetta discografica di Mina e sponsor della cantante nella tournée in Canada e in America. Fu lo stesso che introdusse Tony Renis nelle produzioni di Hollywood e che tentò di condizionare il Festival di Sanremo fino a progettarne l’alternativa. Rossano, il cantante scomparso nel 1976 a New York in circostanze rimaste oscure? “Scoprii che era stato assassinato dalla mafia per una brutta storia di droga. Ed io stavo per fare la medesima fine” – confessa oggi Pupo.
Sono alcune delle tante storie di cantanti e malavita rivelate per la prima volta in ‘Segreti Pop’. Da Franco Califano a Fausto Leali, da Dori Ghezzi a Maria Scicolone, da Massimo Ranieri a Riccardo Cocciante, vicende di artisti e banditi che si intrecciano a dimostrazione di quanto la musica e i suoi interpreti abbiano sempre esercitato un irresistibile fascino sui criminali. E di come l’industria delle armi abbia sorprendentemente spesso viaggiato in parallelo con quella discografica.



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